Decreto Sanzioni F-Gas D.Lgs 5 dicembre 2019 n. 163

Il Decreto Legislativo 5 dicembre 2019 n. 163 (pubblicato Sulla Gazzetta Ufficiale del 2/1/2020) aggiorna la disciplina sanzionatoria per la violazione degli obblighi stabiliti dal regolamento (UE) n. 517/2014, e dai relativi regolamenti di esecuzione della Commissione europea, attuati con decreto del Presidente della Repubblica 16 novembre 2018, n. 146.

Tra le violazioni vi sono anche quelle legate agli obblighi connessi al Registro F-Gas e alla Banca Dati F-Gas di cui al DPR 146/2018. In particolare gli art 6 e 8 stabiliscono che le imprese certificate,  le imprese non soggette all’obbligo di certificazione e le persone fisiche certificate che non inseriscono nella Banca Dati di cui all’articolo 16 del decreto del Presidente della Repubblica n. 146 del 2018 le informazioni previste, entro trenta giorni dalla data dell’intervento, sono punite con la sanzione amministrativa pecuniaria da 1.000,00 euro a 15.000,00 euro. Inoltre, le persone fisiche e le imprese che svolgono le attività senza essere in possesso del pertinente certificato o attestato sono punite con la sanzione amministrativa pecuniaria da 10.000,00 euro a 100.000,00 euro.

Per le imprese che affidano le attività di installazione, riparazione, manutenzione, assistenza o smantellamento di apparecchiature fisse di refrigerazione, condizionamento d’aria fisse, pompe di calore fisse e apparecchiature di protezione antincendio, ad un’impresa che non è in possesso del certificato, è prevista una sanzione amministrativa pecuniaria da 10.000,00 euro a 100.000,00 euro.

Sono previste sanzioni anche per gli Organismi di certificazione che non rispettano i termini fissati dal DPR 146/2018 per l’inserimento nel Registro dei dati relativi ai certificati rilasciati, rinnovati, sospesi o revocati, in questo caso è prevista una sanzione amministrativa pecuniaria da 150,00 euro a 1.000,00 euro.

Se uno dei soggetti obbligati non effettua l’iscrizione al Registro telematico nazionale è punito con la sanzione amministrativa pecuniaria da 150,00 euro a 1.000,00 euro.

Anche dal punto di vista delle vendite per non incorrere in sanzioni è necessario che le imprese le imprese non forniscano gas fluorurati a effetto serra a persone fisiche o imprese che non sono in possesso del pertinente certificato o attestato per le attività di cui all’articolo 11, paragrafo 4, del regolamento (UE) n. 517/2014. La violazione di tale obbligo di legge comporta la sanzione amministrativa pecuniaria da 1.000,00 euro a 50.000,00 euro.

Invece, per chi acquista gas fluorurati a effetto serra per le attività di cui all’articolo 11, paragrafo 4, del regolamento (UE) n. 517/2014, senza essere in possesso del pertinente certificato o attestato, sia che si tratti di persone fisiche, sia che si tratti di imprese, indipendentemente dalle modalità di vendita, è punito con la sanzione amministrativa pecuniaria da 1.000,00 euro a 50.000,00 euro.

Le imprese che forniscono apparecchiature non ermeticamente sigillate contenenti gas fluorurati a effetto serra agli utilizzatori finali, senza acquisire la dichiarazione dell’acquirente di cui all’articolo 16, sono punite con la sanzione amministrativa pecuniaria da 1.000,00 euro a 50.000,00 euro, invece, per il mancato inserimento nella Banca Dati delle informazioni previste, sono punite con la sanzione amministrativa pecuniaria da 500,00 euro a 5.000,00 euro.

Le imprese che forniscono gas fluorurati a effetto serra che non inseriscono nella Banca Dati le informazioni previste, sono punite con la sanzione amministrativa pecuniaria da 500,00 euro a 5.000,00 euro.

Gli organi preposti all’attività di vigilanza e di accertamento delle sanzioni amministrative  e pecuniarie, sono il Ministero dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare, che si avvale del Comando carabinieri per la tutela dell’ambiente (CCTA), dell’Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale (ISPRA), delle Agenzie regionali per la protezione dell’ambiente (ARPA), nonché l’Agenzia delle dogane e dei monopoli secondo le procedure concordate con l’autorità nazionale competente. L’attività è esercitata, nell’ambito delle rispettive competenze. Possono procedere all’accertamento delle violazioni previste dal decreto, anche gli ufficiali e gli agenti di polizia giudiziaria nell’ambito delle rispettive competenze.
Una volta raggiunto l’esito delle attività di accertamento il Ministero dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare, successivamente alla contestazione all’interessato della violazione accertata, trasmette il relativo rapporto al Prefetto territorialmente competente, ai fini dell’erogazione delle sanzioni amministrative.

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