Il panorama normativo che regola l’impiego dei gas fluorurati a effetto serra, comunemente noti come F-GAS, ha subito una trasformazione radicale negli ultimi anni, spingendo le aziende del settore termoidraulico verso standard di professionalità e tracciabilità mai visti in precedenza. La transizione ecologica, accelerata dagli obiettivi dell’Unione Europea per il raggiungimento della neutralità climatica entro il 2050, ha reso la certificazione F-GAS non solo un requisito legale imprescindibile, ma un vero e proprio pilastro della reputazione aziendale per chi opera a Bologna e in tutta l’Emilia-Romagna.
La disciplina attuale trova il suo fondamento nel D.P.R. n. 146 del 16 novembre 2018, che ha attuato in Italia il Regolamento (UE) n. 517/2014. Tuttavia, il quadro si è ulteriormente evoluto con l’entrata in vigore del nuovo Regolamento (UE) 2024/573, che a partire dall’11 marzo 2024 ha introdotto restrizioni ancora più severe e nuovi obblighi formativi per gestire i refrigeranti di nuova generazione. Per un operatore del settore, comprendere la differenza tra certificazione della persona e dell’impresa è il primo passo per evitare sanzioni che possono compromettere la stabilità stessa dell’attività commerciale.
Neutralità climatica e riduzione drastica delle emissioni di gas fluorurati nell’atmosfera.
Nuovi obblighi formativi e restrizioni sull’uso di gas refrigeranti ad alto impatto GWP.
Il contesto normativo e la missione ambientale
Gli F-GAS sono sostanze chimiche artificiali ampiamente utilizzate in diversi settori industriali, dalla refrigerazione domestica a quella industriale, passando per il condizionamento d’aria e i sistemi di protezione antincendio. Sebbene siano sicuri per l’uomo grazie alla bassa tossicità, presentano un Global Warming Potential (GWP) estremamente elevato, contribuendo in modo significativo al riscaldamento globale se rilasciati accidentalmente nell’atmosfera. La normativa nasce quindi con l’obiettivo di garantire che solo personale qualificato e imprese strutturate possano manipolare questi gas.
In questo scenario, il portale del Registro Nazionale F-GAS funge da anagrafe digitale in cui devono essere iscritti tutti i soggetti che interagiscono con queste sostanze. Non si tratta di una semplice formalità: l’iscrizione è la precondizione per accedere all’esame di certificazione e per poter legalmente acquistare gas refrigerante o apparecchiature precaricate. Cefosmet srl, con la sua sede operativa a Calderara di Reno (BO), si pone come l’interlocutore d’eccellenza per guidare i professionisti bolognesi attraverso questo labirinto burocratico e tecnico.
PERCORSO PATENTINO PERSONA FISICA
Registrazione obbligatoria al portale F-GAS Nazionale.
Prova teorica (30 quiz) e prova pratica di 50 minuti.
Certificato decennale con sorveglianza annuale obbligatoria.
Certificazione F-GAS della persona fisica: il patentino frigorista
La certificazione della persona fisica, spesso chiamata impropriamente patentino, è il documento che attesta le competenze tecniche e le conoscenze teoriche del singolo operatore. Ai sensi dell’articolo 7 del D.P.R. 146/2018, essa è obbligatoria per chiunque svolga attività di installazione, riparazione, manutenzione, smantellamento, controllo delle perdite e recupero di gas. Per ottenere il certificato, la persona deve superare un esame presso un Organismo di Valutazione (OdV) accreditato da Accredia.
L’esame si compone di due parti fondamentali: una prova teorica composta da 30 quesiti a risposta multipla sulla termodinamica e le normative ambientali, e una prova pratica di almeno 50 minuti. Durante la sessione pratica, il candidato deve dimostrare di saper eseguire operazioni cruciali come la ricerca delle perdite, il vuoto del sistema, la carica del refrigerante e la saldobrasatura dei tubi in rame. Il certificato ha una validità di 10 anni, ma il suo mantenimento è subordinato a una sorveglianza annuale tramite il versamento di una quota di segreteria.
La normativa prevede diverse categorie in base all’ampiezza delle attività consentite. La Categoria I permette l’installazione, manutenzione, riparazione, controllo perdite e recupero gas su impianti di qualsiasi dimensione e carica. La Categoria II è limitata a impianti con carica inferiore a 3 kg (o 6 kg se ermetici), mentre la Categoria III riguarda solo il recupero e la Categoria IV solo il controllo delle perdite. Cefosmet organizza regolarmente corsi di preparazione per la Categoria I, assicurando la massima flessibilità operativa ai tecnici di Bologna.
- Tecnico certificato ogni 200k Euro di fatturato.
- Strumentazione (pompa vuoto, cercafughe, bilance).
- Taratura strumenti con catena metrologica.
Certificazione F-GAS dell’impresa: l’abilitazione aziendale
La certificazione dell’impresa è un’attestazione di tipo organizzativo e strumentale. Se il patentino garantisce che il tecnico sa cosa fare, la certificazione aziendale garantisce che l’impresa ha gli strumenti e le procedure per supportare tale lavoro in modo sicuro e tracciabile. Ai sensi dell’articolo 8 del D.P.R. 146/2018, le imprese che svolgono attività su apparecchiature fisse devono essere certificate. Per ottenere il certificato, l’impresa deve superare un audit volto a verificare il possesso di tre requisiti cardine.
In primo luogo, l’impresa deve impiegare un numero di tecnici in possesso di patentino frigorista proporzionato al volume d’affari (solitamente un tecnico ogni 200.000 euro di fatturato specifico). In secondo luogo, deve dimostrare la disponibilità di strumentazione tecnica idonea, come cercafughe elettronici, gruppi manometrici, pompe per il vuoto e bilance. Infine, è obbligatorio che gli strumenti siano regolarmente tarati con certificati riferibili a standard nazionali. A differenza del certificato personale, quello aziendale ha una validità di 5 anni con mantenimento annuale.
Un errore comune tra le piccole imprese di Bologna è pensare che il solo patentino individuale sia sufficiente. La normativa chiarisce che la persona fisica certificata che opera come ditta individuale o società deve essere iscritta al Registro sia come Persona sia come Impresa. L’impresa certificata è l’unico soggetto autorizzato ad acquistare gas refrigerante, mentre il tecnico è l’unico autorizzato a manipolarlo fisicamente. Questa sinergia è monitorata dalla Banca Dati F-GAS, che incrocia i dati di acquisto con gli interventi registrati.
Stop F-GAS GWP ≥ 2.500 (Refrigerazione)
Stop F-GAS GWP ≥ 2.500 (Condizionamento)
Limite GWP 750 (Refrigerazione fissa)
Il nuovo Regolamento UE 2024/573: cosa cambia nel 2025 e 2026
Mentre il tessuto imprenditoriale di Bologna si è ormai abituato alle regole del 2018, il nuovo Regolamento (UE) 2024/573 sta introducendo una seconda ondata di cambiamenti radicali. L’obiettivo è l’eliminazione graduale dei gas ad alto impatto climalterante. Dal 1° Gennaio 2025 scatterà il divieto di uso di F-GAS con GWP pari o superiore a 2.500 (come R404A e R507) per la manutenzione delle apparecchiature di refrigerazione. Dal 1° Gennaio 2026, tale divieto si estenderà al condizionamento e alle pompe di calore.
Questi divieti impongono ai tecnici di ricorrere a gas rigenerati o riciclati, oppure di proporre la sostituzione integrale dell’impianto con soluzioni a refrigeranti naturali come R290 (propano) o CO2 (R744). Una delle novità più rilevanti è l’estensione dell’obbligo di certificazione e formazione anche per chi opera con queste sostanze alternative. Operare con la CO2 richiede competenze specifiche per le altissime pressioni (fino a 120 bar), mentre il propano richiede attrezzature marcate ATEX per il rischio infiammabilità.
Per le imprese di Bologna, l’adeguamento tecnologico è supportato da eventi di rilievo come la fiera REFRIGERA 2025, che si terrà presso BolognaFiere dal 5 al 7 novembre 2025. Cefosmet è già all’avanguardia in questa transizione, aggiornando i propri laboratori per formare i tecnici sulle nuove tecnologie, garantendo che le imprese locali non si trovino impreparate di fronte alle scadenze imminenti e possano trasformare questi obblighi in un vantaggio competitivo sul mercato.
Quadro sanzionatorio e costi di mantenimento
Operare senza le necessarie certificazioni comporta pericoli concreti per la sopravvivenza finanziaria dell’impresa. Il D.Lgs. 163/2019 definisce un sistema di multe severo: operare senza certificazione può costare da 10.000 a 100.000 euro, mentre l’acquisto di gas senza titolo comporta sanzioni fino a 50.000 euro. Anche la mancata comunicazione degli interventi alla Banca Dati entro 30 giorni è sanzionata con multe da 1.000 a 15.000 euro, una delle violazioni più frequenti riscontrate dalle autorità di controllo.
Oltre alle sanzioni, le imprese devono considerare i costi fissi per il mantenimento della regolarità. Per l’anno 2025, le imprese certificate devono versare circa 21,00 euro annuali alla Camera di Commercio competente tramite il sistema pagoPA o modello F24 (codice tributo 3850). Le persone fisiche versano circa 13,00 euro. A questi si aggiungono i diritti camerali generali, che per le società di capitali a Bologna partono da 120,00 euro. Cefosmet assiste i clienti nella gestione di queste scadenze per evitare more e sospensioni dei certificati.
- Certificazione Persona: Focalizzata su competenze tecniche, saldobrasatura e gestione circuiti.
- Certificazione Impresa: Focalizzata su strumenti tarati, personale certificato e procedure di qualità.
- Banca Dati F-GAS: Obbligo di registrazione interventi entro 30 giorni dall’operazione.
- Refrigeranti Naturali: Nuova frontiera formativa per CO2 e Idrocarburi (R290) prevista dal Regolamento 2024.
Conclusioni
In conclusione, la differenza tra certificazione F-GAS della persona e dell’impresa non deve essere vista come un mero ostacolo burocratico, ma come una garanzia di qualità. In un mercato come quello di Bologna e dell’Emilia-Romagna, dove le costruzioni e l’impiantistica rappresentano il 15,7% delle 82.117 imprese attive, essere in regola protegge i clienti e l’ambiente. Rivolgersi a un centro d’eccellenza come Cefosmet permette di affrontare con serenità il Phase-Down dei gas fluorurati e di acquisire un vantaggio competitivo reale.



